L’altro giorno ho rivisto la sesta puntata della sesta stagione di Friends (stagione al 2° posto del mio personale podio), e sono rimasto divertito e incantato come sempre.
Ormai, avendo guardato la serie almeno 4/5 volte, sono arrivato al punto di trovare, dentro le singole puntate, delle vere e proprie filosofie.
D’altronde, scavando a fondo, tutto può diventare filosofia.
Nella puntata, Chandler sta ormai per lasciare l’appartamento in condivisione con Joey per trasferirsi stabilmente da Monica.
Avendo sempre pagato lui spese e le utenze, non vuole lasciare il coinquilino Joey sprovvisto di soldi.
Joey, orgoglioso, non vuole accettare la carità dell’amico ed ormai ex-coinquilino, così Chandler decide di scommettere su delle partite a biliardino (gioco al quale ha sempre perso).
Inaspettatamente, Chandler vince a biliardino, e così, per non essere costretto a “regalare” i soldi all’amico, si inventa di sana pianta un gioco.
Il gioco delle “tazze “(cups in originale), non è nient’altro che un gigantesco MacGuffin, una frode all’incontrario, un subdolo modo che Chandler utilizzare per far avere a Joey i soldi.
Nel corso della puntata tuttavia, nonostante il gioco sia una truffa, Joey riuscirà inspiegabilmente a perdere a “tazze” con Ross.
Composto da regole inventate sul momento da Chandler, sono giunto alla conclusione che il gioco delle tazze rappresenta in un certo senso la società dove viviamo.
Un mondo incomprensibile, dove spesso è già deciso chi vince e dove è impossibile trovare un senso logico alle regole, scritte in corsa, che sottostanno al gioco.
Certo, alle volte vinciamo e alle volte perdiamo, ma la sensazione è che non sia tanto per nostri meriti, quanto per una provvidenza manzoniana che più che guidarci, ci strattona verso la strada giusta.
E proprio come Joey, quando siamo certi di aver capito come vincere, finiamo nuovamente per essere stracciati a quel gioco che pure pensavamo di conoscere.
Ed alla fine, solo una tazza piena ci potrà salvare.
pfz
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