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Storie e riflessioni che nessuno aveva chiesto

Biscotti

Sono appena passate le sette e mezza. Vorrei poter non aprire gli occhi e continuare a dormire, ma un impeto di raziocinio mi ricorda che la mia indipendenza economica è legata a doppio filo alla mia presenza a lavoro. Sebbene… Continua a leggere →

Auricolari

Alcune persone sono come gli auricolari. Non le moderne cuffie bluetooth, ma quei bianchi, fragili, anemici auricolari con un cavo sottile e alle volte un pulsantino per alzare il volume o accettare le chiamate. Non riesco neanche a quantificare il… Continua a leggere →

Ganglioneuralgia sfenopalatina

I medici la chiamano ganglioneuralgia sfenopalatina, ma io preferisco chiamarla emicrania gelatosa. Mi è venuta nuovamente l’altro giorno, mentre ero seduto su una panchina con in mano la mia granita alla fragola, unico lusso concesso nei periodi di caldo torrido…. Continua a leggere →

Affrettatrici

La parola pazienza viene dal latino patire, che pure in italiano è facile da tradurre e lascia davvero poco spazio all’immaginazione. La pazienza è la virtù dei forti è un modo di dire, una locuzione che non si sa chi… Continua a leggere →

Guan(t)o di sfida

La mia versione Sono nuovamente in anticipo. Non capisco perché, nonostante gli anni che passano, riesco comunque ad arrivare sempre un quarto d’ora prima dell’orario stabilito. Eppure dovrei aver capito che gli imprevisti o gli incidenti che metto in conto… Continua a leggere →

L’Odissea del 714 (ovvero come tornai a casa), Pt 2 

18:02 Schiacciato contro il vetro non posso fare a meno di sentire la tragica storia di George Harrison. Lasciato dalla ragazza per aver messo un cuoricino ad un’amica su Facebook lo stesso giorno in cui si rompeva la gamba in… Continua a leggere →

L’Odissea del 714 (ovvero come tornai a casa), Pt 1

17:56 È in ritardo di dieci minuti. Dieci minuti passati davanti a un tabellone luminoso che sporadicamente mi segnala l’orario del pullman, mentre nel contempo cerca inutilmente di distrarre la mia mente dal ritardo facendo scorrere inutili notizie sulle ragioni… Continua a leggere →

Incontro con il daimon

-Ti vedo che sei laggiù, sai? Perché continui a nasconderti? Vieni fuori. … -Ciao. -Oddio. Sei una tartaruga parlante? -Non sono una tartaruga parlante. Sono il tuo daimon. -Il mio Digimon? -Il tuo daimon, imbecille. -Daimon? E cosa sarebbe? -Siamo… Continua a leggere →

Testa d’uovo

– Buongiorno amica mia. – Buongiorno. Vedo che oggi ti sei svegliata ottimista. – Certo, tu no? – No, assolutamente no. Non capisco né il perché tu sia così su di giri né perché debba esserlo io. – Oggi è… Continua a leggere →

Bilanci esistenziali [notte integrativa]

– Signore, finalmente è arrivato. La prego di seguirmi. – Dove sono finito? Ma poi chi è lei? – Che domanda, sono il suo avvocato. Presto, mi segua nella sala conferenze. – Sala conferenze? Mi dice dove stiamo andando? Mi… Continua a leggere →

Una colazione al bar

Mi piace fare colazione al bar. Mi rilassa il rumore delle tazzine scaraventate con noncuranza nel lavello dai baristi, così come quello della macchina del caffè che spreme la cialda. Mi piacciono i discorsi dei vecchi sulle notizie del giorno,… Continua a leggere →

Il rintocco induttivista

Quella mattina, quando l’orologio della piazza segnò le otto, si udirono solo sette rintocchi. Fa strano pensarci, ma quel rintocco in meno mi preoccupò, in quanto accompagnava quotidianamente l’inizio della mia giornata. Chiariamoci, non è la mia sveglia. Il mio… Continua a leggere →

Lipogramma per la pace

– Non riesco a credere che tu lo abbia fatto. – Che cosa? – Sai benissimo a cosa mi riferisco. Devi restituirla. Non avrai davvero pensato che il mondo non se ne sarebbe accorto? – Ormai è tutto un insieme… Continua a leggere →

Il colpo del telecomando

Il colpo del telecomando si verifica quando, piuttosto che trovare la soluzione ad un problema, scegliamo di compiere un’azione essendo pienamente consapevoli di stare solo rimandando il momento in cui affrontare il problema stesso. Quante volte, durante un’oziosa serata passata… Continua a leggere →

Il coma

Erano all’incirca le dieci del mattino. La strada non aveva problemi, però c’era la bruma, una strana e inusuale foschia, per essere una domenica di maggio. Nelle curve la macchina va più veloce. Forza centrifuga, forza centripeta. Ancora non ho… Continua a leggere →

La mossa del paguro

La stabilità nel mondo attuale è soltanto un’illusione, un’effimera chimera che da bambini ci avevano prospettato. Una realtà che non esiste più, radicalmente trasformata da una cultura che non ammette la lentezza e il pensiero, ma solo la velocità e… Continua a leggere →

Una semplice camminata

Quando cammino non guardo quasi mai la strada. La conosco a memoria. Imposto il pilota automatico e il mio corpo si muove da solo, così la mia mente può pensare ad altro, come quelle notifiche presenti da tre giorni su… Continua a leggere →

La ragazza e il vecchio

Sale una ragazza, ha i capelli di quel castano chiaro che ricorda le foglie in autunno. Chiede un’informazione all’autista. Ha le labbra sottili, e mentre ascolta con attenzione la risposta si passa rapidamente la lingua per inumidirle. Si congeda dal… Continua a leggere →

Pizza e chewing gum

Sono in pizzeria, comodamente spiaggiato nei divanetti nella sala di attesa mentre aspetto con trepidazione la mia margherita. Seduto alla mia destra, un signore di mezza età legge con attenzione La Gazzetta dello Sport. Per sfogliare le pagine si inumidisce… Continua a leggere →

Lo scarabeo [una favola scartata di Esopo]

In una fattoria, dentro ad un recinto delimitato da una staccionata in legno, convivevano tanti animali: delle mucche ben pasciute, che si nutrivano dell’erba che cresceva nel pascolo, dei purosangue allo stato brado, che si divertivano a galoppare e a… Continua a leggere →

Caramelle al limone

La “sindrome della caramella al limone”, almeno così la chiamo io, è quella situazione nella quale ci sentiamo come l’ultima scelta disponibile. Quando si decide di mangiare un pacchetto di caramelle, le prime a finire sono sempre le caramelle alla… Continua a leggere →

La fermata [parte 3]

18:27 La temperatura è di poco inferiore ai tre gradi. Inizio a credere che la pelliccia della signora possa essere Sid, il bradipo dell’era glaciale. Il traffico, intanto, è aumentato, e il soave suono dei clacson delle auto accompagna come… Continua a leggere →

La fermata [parte 2]

18:22 L’aria fredda mi pervade il corpo e ho qualche brivido di freddo. Cominciano i primi ripensamenti. Se vado ora forse ce la faccio. Ma non posso andare, e neanche voglio. So per certo che se mi muovessi ora dopo… Continua a leggere →

La fermata [parte 1]

18:19 Non passare ora. Non. Passare. Ora. Corro. Se faccio in tempo riesco ancora a prendere l’autobus. La borsa pesa ma con un ultimo scatto riesco a svoltare l’angolo. Ancora qualche metro. Arrivato, tana liberatutti. Posso finalmente riprendere fiato. Do… Continua a leggere →

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