Lei ha i capelli ricci castani, degli occhi grandi ed espressivi color nocciola, il naso aquilino e degli occhiali viola dalla montatura cat eye. Lui ha una mandibola molto prominente ed una lucida pelata che illumina come un faro nella notte l’intera sala.
Marina Abramovic dopo una permanente andata male a colloquio con Luciano Spalletti dei poveri.
Sono seduti l’uno davanti all’altro al tavolo del McDonald’s, attorno a loro le cartacce e i resti di cibo abbandonati da un gruppo di ragazzini che ha appena lasciato il locale.
“The artist is present”, solo in una versione più capitalista e prosciugato di tutta l’intensità emotiva.
Marina è disinteressata e continua a giocherellare con l’anello che porta al dito, mentre la luce delle lampade al led si riflette sulla testa di Luciano.
Il riflesso va a creare delle caustiche a dir poco ipnotiche per Marina, che inizia a concentrarsi più sulle linee che vanno formandosi sulla testa di Spalletti che non sul suo discorso.
Ciò che voglio dire è che non possiamo mai sapere quando i nostri telefoni ci stanno ascoltando, capisci? Voglio dire, hai mai notato quante pubblicità ci appaiono sui social che noi neanche ce ne accorgiamo? Guarda una volta con un amico stavamo parlando della nuova Cupra e cosa mi va a proporre Instagram poco dopo? Una cazzo di pubblicità dove mi proponevano finanziamento per una Cupra. Guarda che questo è peggio di 1984, ci troviamo di fronte a una roba che neanche Orwell…
Ma Marina, pur non dandolo a vedere, ha smesso di ascoltare già dalla prima frase, da quando i riflessi della luce si sono stabilizzati proprio sulla fronte di Luciano.
L’irresistibile e sinuoso ondeggiare delle rifrazioni, accompagnato dalla soporifera frequenza del caldo tono di voce di Luciano, rendono pressoché impossibile seguire lo sproloquio.
Così, mentre Luciano continua a correlare le varie teorie deliranti, degradando Orwell a mero precursore del più becero e moderno complottismo, ipotizzando legami fra Illuminati e il gruppo Bilderberg ed il loro piano di usare il 5G per dominare il mondo, Marina continua a cullarsi nei suoi pensieri.
Appoggia prima il gomito sul tavolo, poi l’altro, ed infine poggia lentamente il mento sulle mani intrecciate, mentre continua ad annuire al povero Luciano, sempre più immerso nel suo monologo.
La testa di Marina ruota di 45 gradi, e per un attimo riesco ad intercettare il suo sguardo. Come nella performance, dai suoi occhi riesco per un attimo a diventare tutt’uno con lei, a scorgere i suoi pensieri.
La prossima volta swipo a destra.
pfz
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