In una fattoria, dentro ad un recinto delimitato da una staccionata in legno, convivevano tanti animali: delle mucche ben pasciute, che si nutrivano dell’erba che cresceva nel pascolo, dei purosangue allo stato brado, che si divertivano a galoppare e a trottare nei paraggi, e un asino molto operoso, che lì aveva modo di riposarsi dopo le lunghe giornate di lavoro.

Infine, c’erano loro, i piccoli scarabei. Ogni giorno, tutti i giorni dell’anno, spingevano con gran fatica le loro palline di sterco. Pioggia, vento, nebbia o sole, loro raccoglievano gli escrementi prodotti da tutti gli altri animali, portando le palline che si creavano da un capo all’altro del recinto.

Nessuno degli altri animali capiva perché lo facessero, e forse anche per questo li deridevano, un po’ disgustati da quel loro comportamento così diverso.

Un giorno, tuttavia, gli altri animali del recinto si accorsero che gli scarabei facevano rotolare le loro palline oltre i limiti della staccionata.

– Finalmente se ne vanno via! – esultarono felici.

Solamente l’asino, essendo molto sensibile e curioso per natura, non riuscì a rallegrarsi per la scelta fatta dai piccoli artropodi. Non comprendendo appieno le ragioni dell’addio, avvicinò uno di loro per conoscere le motivazioni dietro a quel gesto.

– Ehi amico, perché voi scarabei ve ne state andando? – gli domandò.

Stupito dalla domanda, lo scarabeo smise per un attimo di spingere la pallina di sterco con le zampe e si voltò verso il quadrupede.

– Vedi asino, è triste ammettere che noi scarabei abbiamo bisogno dei vostri escrementi per sopravvivere, ma è vero pure che voi avete bisogno che questa non si accumuli. Se noi non avessimo svolto questo ingrato compito per tutto questo tempo, gli escrementi di tutti gli animali del pascolo si sarebbero moltiplicati e tutti voi sareste finiti in poco tempo sommersi dalle vostre stesse feci. – rispose lo scarabeo.

– Allora perché, se avete bisogno dei nostri escrementi, andate via di qua? – gli domandò l’asino.

– Perché asino, voi ci avete deriso e sbeffeggiati, denigrando ogni giorno il nostro prezioso lavoro. Ma di questo vi siamo anche grati, perché alla fine ci avete fatto capire una profonda verità. – aggiunse lo scarabeo.

– Quale? – chiese l’asino incuriosito.

– Trattare la merda non legittima l’essere trattati di merda.

Detto questo, lo scarabeo si congedò, riprendendo a spingere la sua pallina di sterco.

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